Giostra della Quintana FOLIGNO - 3 - 18 SETTEMBRE 2011

Il Bando

 

Il Bando è una comunicazione rivolta dall’autorità al popolo, relativa a fatti di pubblico interesse o di pubblica informazione. Veniva letto da un addetto, il Banditore; nel passato costituiva il mezzo idoneo per rendere di conoscenza comune ciò che in sede di Istituzione veniva stabilito, così come era per il passato, la prima edizione moderna della Giostra ebbe il suo Bando al pubblico, la sera del 14 Settembre1946, in Piazza Grande, davanti al Corteo dei figuranti in costume e davanti al folto pubblico ivi raccolto. Fu il Maestro di Campo a darne lettura. L’anno seguente per la stessa cerimonia ne fu replicata la lettura. Nel 1948 venne scelto un altro testo, ma, dal 1949 al giorno d'oggi, quello che si replica è (e non vi è ragione di cambiarlo) quello redatto nel 1947. Dopo soluzioni alternative riguardanti chi dovesse darne lettura, fu deciso nel 1978 per delibera del Comitato Centrale che tale compito spettasse al Sindaco della Città. Decisione sulla quale si tornò, a ragion veduta, nel 1984, allorché si comprese che per quel ruolo era opportuno che fosse visualizzato il personaggio “storico”, ovvero il “Banditore”, che annuncia la Gara e che lancia la Sfida. Un Cerimoniale che si è sempre effettuato con solennità, e con emozione è vissuto da tutti, figuranti e pubblico, raccolto a Piazza Grande, addobbata ed illuminata.

Sopra la pubblica Giostra da porsi in Fuligno.

Madonne e Messeri che in Foligno vivete o dentro le mura o fuori per le campagne amene, udite!
Dame superbe in preziosi broccati coi lor sorrisi alle genti intorno,
e scintillar di lance e di cruenti sproni e saettar di focosi destrieri
e lor nitrire nel divorar lo spazio e gran virtute de’ cavalieri eletti
e nembi di polve e volitar di piume e grida e gioia et urla di Vittoria,
ecco vi attendono al Campo de li Giochi, nel corruscar del Vespro settembrino!
Ecco tra Voi rinnovellata torna la tenzone della virtute e de l’honore che in premio porge,
al più bravo tra i bravi de’ cavalieri vostri in campo, prezioso palio e sorriso di Madonna illustre.
Qual de’ Rioni appagherà il desio di tòr di mano al Cavalier Vincitore il lauro cinto in ultima tenzone.
Ciascun de’ cavalieri nel maneggiar di lancia alla corsa furente di veloce destriero l’arma sua drizza alla desiata Vittoria.
E ciascun di Voi ha il cavalier eletto cui Fortuna e Valore daranno il vanto di altissimo honore.
Tutti accorrete e rimirate i prodi!
Tutti scendete ne le Piazze, ne le Vie e nel Campo de li Giochi!
E fate festa a’ cavalieri vostri!
Tutte accorrete, o genti de’ Rioni, tutte accorrete a gioir di Vittoria,
anco se arride altrui, ché la concordia e l’amor de la Cittade tutta
son pur Vittoria e bella e grande!

Il Corteo Storico

Comprimario per importanza alla Gara in campo, il Corteo è la presentazione al pubblico della globalità della manifestazione nel suo versante propriamente scenico-spettacolare, perché in esso confluiscono quella serie di elementi sostanziali che sono stati evidenziati e riassunti nelle pagine precedenti. Sono visibili i Rioni, come spazio umano, i costumi, le bandiere, i cavalli, i Cavalieri, tutto ciò che rende “materico” e quasi tangibile il grande lavoro organizzativo. Prima di soffermarci sulle caratteristiche, ovvero sul significato, sulla composizione, e sui personaggi, è necessario premettere che esso non è e non si presenta come una replica di un corteo del 1613. Mentre di una replica, sia pure rivisitata e largamente modificata si può parlare per la Giostra, lo stesso non può dirsi per il Corteo che ha vita nella manifestazione. Esso trae la sua origine nel 1946; vi parteciparono circa novanta persone e si presentò al pubblico di allora come Corteo storico, ma si tratta di una nomenclatura e non di un riferimento di sostanza. Un Regolamento approvato dal Comitato centrale disciplina la partecipazione dei Rioni alle manifestazioni in costume e detta norme di comportamento per i figuranti; stabilisce di volta in volta la quantità dei partecipanti, cui i Rione debbono attenersi, in un ambito di tollerabilità prestabilita. Il significato che assume il Corteo, dopo più di sessant’anni di apparizione al pubblico, è quello rilevato precedentemente: una complessa Rappresentanza di una particolare realtà rievocativa, con apparati che diano l’emozione del passato, nella generale scenografia offerta dai costumi, dagli addobbi, e dalle luminarie. Un ruolo pregnante è occupato dalla Gara, e questo non solo per la partecipazione dei Cavalieri o per la lettura del Bando, ma anche perché l’ordine di apparizione è conformato alla classifica della Giostra precedente. Così Rionali, contradaioli, fedeli ammiratori hanno modo di pensare che l’ordine di Corteo, il giorno dopo, potrebbe essere diverso, a testimoniare la Vittoria ottenuta. A norma di Regolamento, la rappresentanza rionale che sfila nel Corteo deve essere articolata nella tripartizione ormai consueta. Apre il Gruppo detto Politico, ovvero il priore con il Consiglio e il suo seguito di valletti. Segue il Gruppo detto Nobiliare, nel quale figurano gentiluomini, le Dame e la Dama di Giostra, con il seguito di paggi e valletti. Il Gruppo equestre è determinato dalla presenza del Cavaliere di giostra con il suo padrino, il portalancia, il portanome ed altri cavalieri di scorta. Ogni rione esibisce una compagine di tamburini, di trombettieri. L’Alfiere rionale, in genere, apre il tutto il gruppo, che può essere anche preceduto dal porta-targhe, dove sono raffigurati gli stemmi di ciascun Rione. I Rioni sono tenuti a fornire alla Commissione artistica il proprio ordine di sfilata, al quale debbono attenersi e debbono per tempo comunicare le eventuali varianti, pena l'applicazione di sanzioni, sanzioni che sono previste anche per altre inadempienze. Dopo la lettura del Bando, il Corteo, governato dai Cerimonieri del Comitato Centrale con la collaborazione di quelli rionali percorre le strade cittadine, secondo un itinerario ben preciso, lungo il quale sono disseminati archi trionfali e luminarie particolari. Sono circa un migliaio le persone che in costume danno vita a questo momento così spettacolare e così ricco di suoni e di colori. Di particolare rilevanza è la presenza obbligatoria nel Corteo del Comitato Centrale, che è anche detto undicesimo Rione, non competitivo. Per essere più precisi, la definizione Comitato Centrale riguarda il Corpo di Magistrature al completo di tutti i membri di diritto e designati. Ma i Priori rionali sfilano con il proprio Rione, quindi, nell’ambito del Corteo, appare in pubblico il Direttivo dell'Ente , formato da Presidente, vice-Presidente ed i dieci magistrati del Consiglio, e gli altri appartenenti ad esso, secondo quanto stabilisce la normativa. In questo Gruppo sono presenti il Gonfalone della città e dell’Ente ed una Rappresentanza delle Pubbliche Istituzione, cioè il Sindaco ed alcuni assessori. Anche il Comitato Centrale è accompagnato dalla compagine di tamburini, di trombettieri e di altro personale nobiliare e subalterno. Il giorno seguente, prima della Gara, il Corteo muove con un itinerario ridotto e, prima di andare in Campo, riceve sul sagrato della Chiesa il saluto dell’Autorità religiosa. L’entrata al Campo de li giochi è ricca di suoni e di colori. I personaggi prendono posto nella tribuna, i popolani rionali nel loro posto, la Giuria di Gara con tutti i Commissari al loro. Nell'apposito luogo, i cavalli di Giostra con i Cavalieri attendono il via del Maestro di Campo per entrare e porgere il rituale saluto al pubblico e quando è giunto il momento, inizia la competizione.

La Giostra

Quando il “Campo de li Giochi”, in giugno e in settembre, torna ad animarsi scaldando l’entusiasmo di migliaia di spettatori, per la Foligno quintanara è giunto il momento più esaltante. E’ il momento della sfida e per i Rioni arriva a compimento un lavoro durato mesi e mesi: cavalli e cavalieri sono pronti a scendere in pista per contendersi il Palio. La Giostra della Quintana, senza tema di smentita, è la giostra all’anello più avvincente e difficile che si svolga in Italia. Non a caso qualcuno l’ha definita l’Olimpiade delle competizioni equestri. Ogni cavaliere per l’occasione assume un “nome finto”, un nome di gara che lo identifica: Il Gagliardo corre per il rione Ammanniti; l’Ardito per il rione Badia; il Pertinace per il rione Cassero; il Furente per il rione Contrastanga; il Fedele per il rione Croce Bianca; l'Animoso per il rione Giotti; il Generoso per il rione La Mora; il Baldo per il rione Morlupo; il Moro per il rione Pugilli, l’Audace per il rione Spada. Per conseguire la vittoria e per strappare il Palio agli avversari nel luogo dell’azione, ogni cavaliere, sul cavallo ben addestrato, compie un percorso equivalente a 754 metri lineari, segnato ad otto sulla pista del Campo. Nella intersezione di esso viene fissata una copia dell’antica statua lignea, comunemente chiamata Quintana. Il suo braccio sinistro sostiene uno scudo con le insegne della città: il Giglio e la Croce. Il braccio destro e disteso all’esterno e la mano impugna, dal 1946, un gancio, al quale vengono appesi gli anelli che, con regolamentare lancia metallica, dovranno essere infilati dai cavalieri in sella a cavalli lanciati al galoppo. Gli anelli sono di tre diversi diametri: cm 10 per la prima tornata, cm 8 e cm 6 per le altre due. Nove in totale le carriere. Il cavaliere che nel minor tempo e con minor numero di penalità avrà compiuto la sua corsa conseguirà il premio previsto, cioè il Palio (dipinto ogni volta da un noto artista) che, la sera della vittoria, trova posto d’onore nella sede rionale, dove sono conservati quelli vinti nelle precedenti quintane. Il Rione, nella complessità del suo ordinamento burocratico ed organizzativo, vive all’unisono questa gioia, per la quale sono affrontate e superate difficoltà di vario ordine, con sacrifici di ogni genere. E se nei secoli passati tali spettacoli erano occasione di formidabile propaganda politica finalizzata all’esaltazione di una famiglia o di un ceto sociale, ora, nel modulo rievocativo odierno, essi sono occasione di grande forza associativa, di esaltazione della storia patria, di attività operativa di vari livelli nonché di un veicolo turistico culturale modernamente inteso. La città, quindi, parla attraverso tutta la giostra nella sua globalità.

Programma della Quintana 2011 (I)

IL PROGRAMMA DI GIUGNO 2011

Sabato 4 giugno
ore 21.00 - Campo de li Giochi “M. Formica e P. Giusti”
Prove Ufficiali

Domenica 5 giugno
Cena Grande

Dal 6 al 17 giugno
Apertura delle taverne

Da lunedì 6 a mercoledì 8 giugno
ore 21.00 Gareggiare dei Convivi

Lunedì 13 e martedì 14 giugno
ore 21.00 Gareggiare dei Convivi

Venerdì 17 giugno
dalle ore 21.00 - Piazza della Repubblica
Lettura del Bando e Benedizione dei Cavalieri
Corteo storico delle rappresentanze rionali

Sabato 18 giugno
ore 21.00 - Campo de li Giochi “M. Formica e P. Giusti”
Giostra della Quintana “la Sfida”

Programma della Quintana 2011 (II)

IL PROGRAMMA DI SETTEMBRE 2011

Sabato 3 settembre
PROVE UFFICIALI

Domenica 4 settembre
FIERA DEI SOPRASTANTI

Da lunedì 5 a Sabato 17
APERTURA DELLE TAVERNE

Sabato 10 settembre
BIANCA NOTTE BAROCCA IN COLLABORAZIONE CON SEGNI BAROCCHI FESTIVAL

Sabato 17 settembre
CORTEO DELLE RAPPRESENTANZE RIONALI

Domenica 18 settembre
GIOSTRA DELLA RIVINCITA

fonte: http://www.quintana.it

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