Norcia e Cascia La Città di San Benedetto

BREVI CENNI STORICO - GEOGRAFICI

 

Situata al limite occidentale dell'altopiano di Santa Scolastica. Vi nacquero san Benedetto (480-546), fondatore del monachesimo occidentale, e sua sorella Santa Scolastica.  L'antichissimo centro sabino di Nursia, sorto in una zona abitata fin dal neolitico, divenne in seguito prefettura e municipio romano. Nel Medioevo fu comune guelfo e possesso della Chiesa.

ITINERARIO

Le mura urbane trecentesche, con torri, bastioni e porte, cingono tuttora l'abitato.

Piazza S. Benedetto è il cuore della città. Vi si affacciano i principali monumenti la Castellina, il palazzo comunale, la chiesa di S. Benedetto e il duomo, edificato nel 1560 e ristrutturato nel Settecento con bel portale gotico dell'antica cattedrale e pesante campanile.

Voluta dal papa Giulio III, la Castellina, opera del Vignola (1554-63), e un robusto palazzo-fortezza con torrioni angolari e sperone, sorto sul luogo della primitiva cattedrale. Ospita il museo civico, dove sono raccolte interessanti sculture lignee umbre. Tra queste si segnalano una Deposizione duecentesca, una Pietà in stile tedesco del Quattrocento e un pala cinque-centesca (Madonna e santi) di Antonio da Faenza.

La facciata del palazzo comunale, conserva un portico medievale, su cui si eleva un loggiato ottocentesco, ed è affiancata da una torre del XVIII secolo. All'interno custodisce pregevoli opere d'arte. La chiesa di S. Benedetto, costruita nel tardo Trecento su una precedente chiesa che si vuole eretta sull'abitazione di san Benedetto, fu più volte rimaneggiata. Ha un'elegante facciata gotica su cui si aprono un portale e un ricco rosone. Dall'interno a una navata e abside semicircolare si scende nella cripta, dove si possono vedere avanzi di mura romane, probabili resti del foro.

Altri edifici notevoli sono le trecentesche chiese di S. Francesco, con ricco portale gotico e rosone, e di S. Agostino, con affreschi del XV e XVI secolo; L’ Edicola o "Tempietto" (1354), a pianta quadrata con due arcate decorate; la chiesa di S. Giovanni, del XIV secolo, che conserva nell'interno l'altare della Madonna della Palla e due statue in pietra (SS Giovanni cd Evangelista), raffinate opere di Giovanni Dalmata (circa 1440-1509).

La città è inoltre famosa per la produzione di carni suine fresche e insaccate.

CASCIA - la Città di Santa Rita

Distesa sulle pendici di un colle dominante una conca della valle del fiume Corno; deve la sua fama a santa Rita (1381-1457) e al suo santuario, meta di pellegrinaggi.

Collegata dagli storici al municipio romano di Cursula, I'attuale Cascia è di origine medievale, epoca in cui si costituì il libero comune; di tendenze ghibelline fu implicata in varie lotte con le città vicine, finche nel 1490 fu assoggettata dalla Chiesa.

La chiesa gotica di S. Francesco, eretta nel 1424 e più volte trasformata, conserva nella facciata un elegante portale ogivale e un rosone; nell'interno a croce latina, a una navata, affreschi del XV e XVI secolo, un pregevole coro ligneo trecentesco e una tela (Ascensione) di Nicolò Pomarancio (1596).

La collegiata di S Maria, di origine romanica, molto rimaneggiata, con due portali rinascimentali e interno basilicale a tre navate, custodisce tra I'altro una tavola con la Pace dei casciani, di Gaspare e Camillo Angelucci (1547).

La basilica di S. Rita, in posizione panoramica, ha la facciata limitata da due torri e un interno fastosamente decorato; nella cappella di S. Rita è l'urna della santa. Nel monastero dl S. Rita sono visibili il chiostro quattrocentesco, la cella della santa, l'oratorio, il roseto miracoloso.

CASTELLUCCIO DI NORCIA - Il Piccolo Tibet

Tra fine maggio e i primi giorni di luglio, l'altopiano di Castelluccio è testimone di un evento di particolare importanza, La Fioritura. Per diverse settimane la monotonia cromatica del pascolo, viene spezzata da un mosaico di colori, con variazioni di toni che vanno dal giallo ocra al rosso. Anche se la festa della "Fiorita" ricade nella terza e nell' ultima domenica di Giugno, non esiste un preciso giorno per ammirare questo incantevole spettacolo. Ogni anno tutto è affidato all'andamento climatico della stagione. Le specie floreali che tingono il Pian Grande e il Pian Perduto in questo periodo, sono innumerevoli, camminando lungo i sentieri possiamo incontrare: genzianelle, narcisi, violette, papaveri, ranuncoli, asfodeli, viola Eugeniae, trifogli. (vedi foto sezione)

 
 
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