Provincia di Perugia
 
Parco del Monte Cucco L'ALTO CHIASCIO E IL PARCO DEL MONTE CUCCO

ITINERARIO

 

Si lascia Gubbio in direzione sud-est, sulla statale 219 di Gubbio e Pian d'Assino. Questa rasenta il castel d'Alfiolo o Badia, esito di più fasi costruttive a partire da un nucleo originario (torre) eretto dai conti d'Alfiolo nell'XI secolo; nel XII - XIII secolo il complesso fu trasformato in monastero benedettino, ampliato e ristrutturato nel '500 dal cardinale Cervini, futuro papa Marcello II, che lo adatto a sua residenza rinnovando la chiesa e il chiostro. Altre strutture di origine castellana segnalano che correva qui, sul bordo dei rilievi che chiudono a nord-est la pianura, la linea fortificata a difesa della conca di Gubbio: Torre Calzolari m 522, trasformazione neogotica (secolo XIX) di preesistenze feudali; il castello di Branca m 385, appartenuto all'omonima famiglia eugubina, documentato dal XII secolo e tra Sette e Ottocento riadattato a residenza; il castello di Colmollaro, nella piana alluvionale presso il torrente Saonda, dove si vuole abbia soggiornato Dante. Attraversato il fiume Chiascio, tra i maggiori affluenti di sinistra del Tevere, si esce dalla conca eugubina piegando a nord-est per seguire il margine settentrionale del bacino di Gualdo Tadino. A1 quadrivio di Osteria del Gatto, km 19.6, l'itinerario segue verso nord la statale 3 Via Flaminia, insistente sul tracciato dell'importante strada romana ordinatrice dell'insediamento storico in questa porzione della montagna.

FOSSATO DI VICO, cui conduce da Osteria del Gatto un breve collegamento (km 1.3), segna il limite nord della conca di Gualdo Tadino. Attestato sulle prime falde rocciose della Cima di Mutali, sorse su un abitato umbro, poi “Vicus” Helvillum dei Romani (l'odierno Borgo), insediamento fortificato posto a presidio del diverticolo della Via Flaminia verso le Marche attraverso la valle dell'Esino; in alto, si sviluppò poi in funzione della Rocca (ruderi) il nucleo medievale, nel '200 conteso tra Perugia e Gubbio. Salendo dal Borgo al centro di Fossato s'incontrano la chiesetta di S. Benedetto, con iscrizione del 1337 (all'interno, resti di affreschi di scuola eugubina tra cui un ritratto di Urbano V), e la cappella della Piaggiola, con dipinti murali di scuola di Ottaviano Nelli. Quindi si raggiunge la chiesa di S. Pietro, fondata nell'XI secolo, a due navate con archi a ogiva e volte a botte. Presso l'abitato, sul torrente (raggiungibile dalla statale della Val d'Esino per Fabriano) un piccolo ponte romano in grossi conci calcarei.

SIGILLO, lungo la Flaminia alle falde del monte Cucco, sorge in area abitata in etaà romana (e forse l'antico “Suillum”). Appartenne a Perugia, che lo ricostruì e lo fortificò nel 1274, in contesa con i Montefeltro; il rinnovamento edilizio settecentesco fu conseguente al sisma del 1751. Nell'abitato sorge la chiesa di S. Agostino, ristrutturata nel 1761, che custodisce una tela (Annunciazione) di Ippolito Borghese (1617) e una croce in rame dorato di Enrico di Piamonte (14941. Nel cimitero e la chiesa di S. Anna, con facciata del 1507 preceduta da portico seicentesco, ornata all'interno di affreschi votivi di Matteo da Gualdo. Nei pressi sono i resti di un imponente ponte romano detto “Spiano”, costruito probabilmente in periodo augusteo nel quadro delle opere per il miglioramento della Via Flarninia.

IL PARCO DEL MONTE CUCCO. L'area naturale protetta si stende per oltre 10 000 ettari nei comuni di Sigillo, Costacciaro e Scheggia, dalla Flaminia che ne costituisce il limite occidentale fino al confine regionale, mostrando un'eccezionale ricchezza vegetazionale (emergono le faggete secolari della val di Ranco e del Pian delle Macinare), faunistica e geologica. Cuore del comprensorio e il massiccio calcareo del monte Cocco m 1566, di caratteristica forma conica, che e tra le maggiori elevazioni dell'Umbria. L'area, valorizzata per il turismo anche escursionistico (una Carta dei sentieri e fornita dal Centro nazionale di speleologia di Costacciaro), e rinomata per i fenomeni di carsismo, superficiale e profondo, e per le varietà paesistiche tra le quali spiccano le sorgenti e le strette forre (spettacolare quella del Rio Freddo) scavate dai corsi d'acqua nella roccia calcarea.

GROTTA DEL MONTE CUCCO. Da Sigillo, una strada panoramica di 9 km risale le pendici meridionali del monte Cucco giungendo a Val di Ranco m 1040, attrezzata per il turismo, con estesi boschi, praterie e sorgenti, base per passeggiate. L'imbocco della grotta e a quota 1390, a strapiombo sul fosso dell'Acqua Fredda dove sgorga una sorgente. La caverna costituisce uno dei più interessanti fenomeni carsici dell'ltalia centrale, conosciuto dal '500 ed esplorato sistematicamente dal 1890. Ha una profondità di m 922, che la colloca al 5° posto nel mondo, e una struttura molto articolata, caratterizzata da un pozzo obliquo (alto m 25, con un diametro di 3, attrezzato con una scala di ferro) e da un susseguirsi di vasti saloni di calcare compatto, con una lunghezza di quasi 1 km in direzione ovest. I1 primo segmento (circa 30 m di profondità) è accessibile, pur con molta cautela, dagli escursionisti adeguatamente attrezzati; l'ulteriore discesa e riservata agli esperti di speleologia. I1 punto più interessante e la sala Margherita, magnifico ambiente ricco di stalattiti e stalagmiti. Nella grotta sono stati rinvenuti resti fossili di vertebrati (orsi delle caverne, cervi, caprioli, rinoceronti).

LUNGO  LA FLAMINIA. Si procede nel versante sinistro dell'aperta valle del Chiascio, attraversando il piano di Scirca m 505, dove sono venuti alla luce resti di un ampio insediamento rustico di età romana. Nel paesino sorge l'antica chiesa di S. Maria Assunta, decorata da affreschi di Matteo da Gualdo (la Madonna del Gonfalone e firmata e datata 1484). La strada valica poi il torrente Scirca, che ha origine da una copiosa sorgente e in passato alimentava officine per la lavorazione del rame; di fianco al moderno ponte rimangono i resti del manufatto romano in grossi blocchi di pietra “grigna”, distrutto nel 1944 dai Tedeschi in ritirata.

COSTACCIARO, sulla cima di un colle, ricorda nel regolare impianto ortogonale ancora in parte cinto da mura la sua origine castellana: fu presidio eugubino lungo la Flaminia (secolo XIII) quindi appartenne ai Montefeltro che ne rafforzarono le
difese. La trecentesca chiesa di S. Francesco, a tre navate con abside profonda, e ornata di affreschi alla maniera di Matteo da Gualdo e di altari lignei seicenteschi.

SCHEGGIA. La Flaminia entra nell'abitato m 580, dopo aveR superato il torrente Sentino sul ponte di Scheggia, rifatto nel secondo dopoguerra sul modello del 1789 detto “Botte d'Italia” per la forma singolare. Scheggia, sede del comune di Scheggia e Pascelupo, ab. 1486 sorse come stazione (detta “mutatio ad Hesis” “ad Ensem”) all'incrocio del collegamento Gubbio-Sassoferratc con la Flaminia, che qui valicava l'Appennino: presso il passo, la Tabula Peutingeriana ubica il tempio di Giove Appennino, tra i maggiori santuari degli Umbri, mai documentato da ritrovamenti. Nel XII secolo il paese appartenne all'eremo di Fonte Avellana (in territorio ora marchigiano), fondato ai piedi del monte Catria da san Romualdo ed evoluto in potente abbazia benedettina dalla quale dipendevano i cenobi e le badie (per lo pi~ scomparsi o ridotti a rudere) particolarmente diffusi, tra XI e XIII secolo, in queste verdi e silenziose montagne altrimenti pressochè disabitate. Nell'abitato e in riallestimento il piccolo Antiquarium comunale, con reperti (stele, correedi funerari) d'età romana.

LE ABBAZIE. L'escursione, entro il Parco del Monte Cucco, lascia Scheggia sulla statale 360 Arceviese, che si snoda nella valle del Sentino. Al km 8.7 è Isola Fossara da cui muove a sinistra la strada forestale che (in ulteriori km 2.8) porta all'abbazia di S. Maria di 9itria m 528, fondata da san Romualdo all'inizio dell'XI secolo e dipendente dall'abbazia di Fonte Avellana. L'interessante chiesa romanica è a navata unica con volta a botte, presbiterio rialzato e sottostante cripta, sorretta al centro da una colonna romana con capitello corinzio. Continuando lungo il Sentino, alla confluenza del Rio Freddo (che scava una spettacolare forra) s'incontra, km 14.3, la badia dei Ss Emiliano e Bartolomeo in Congiuntoli, di fondazione benedettina, con chiesa del 1286. Proseguendo a destra per Perticano e di qui per Pascelupo si può andare (in 4 km circa) all'eremo di S. Girolamo o di Monte Cucco, arroccato entro suggestivo scenario di roccia, fondato nell'XI secolo e nel XX ristrutturato dai Camaldolesi.

 

 


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