Sulle tracce del Perugino "Bello il tuo manto, o divo cielo, e bella sei tu, rorida terra." (Ultimo canto di Saffo, Giacomo Leopardi)

INTRODUZIONE

 

Ci sono luoghi che prima e più ancora che alla carta geografica appartengono ad una "interiore mappa dell'anima". Luoghi rari e preziosi, carichi di valenze simboliche, luoghi mentali, torse utopie. E' verso una meta di questo genere che si sviluppa il nostro viaggio alla scoperta di terre ad alta densità culturale, dove, davanti ad ogni paesaggio, ci vengono in mente i volti di chi nei secoli ha creato questo piccolo cosmo di belle città castellane.

I luoghi di Pietro Vannucci detto il Perugino

Il  nostro itinerario parte da un'orgogliosa città: Città delle Pieve con le sue due inconfondibili torri che svettano alte sui tetti. Questa città, si trovo sempre contesa da grandi potenze, a partire dall'epoca in cui segnava il confine tra Tuscia longobarda e Perugia bizantina, per poi divenire, lei, citta dal cuore ghibellino, I'ultimo avamposto dello Stato della Chiesa e della guelfa Perugia, opposto al granducato di Toscana. Fin dal XII secolo Città della Pieve dovette subire il dominio di Perugia, interessata a primeggiare su Orvieto e soprattutto su Siena. Dopo una breve parentesi come libero comune, al tempo di Federico II di Svevia, assume le caratteristiche urbanistiche definitive. Nel 1250 Perugia se la riprende, obbligando i pievesi sconfitti a lastricare l'intera piazza pubblica della capitale con il loro laterizio, una produzione artigianale tipica che anche oggi segna l'aspetto cittadino. La scoperta della città inizia da Porta Fiorentina, varcata la quale si imbocca l'ampia via dedicata a Pietro Vannucci. Pochi passi e si raggiunge l'oratorio di Santa Maria dei Bianchi in cui e custodita una delle opere più rappresentative del Perugino, L'Adorazione dei Magi, un affresco dalle atmosfere rarefatte, un po' sognanti e bucoliche. Un Perugino più istituzionale e maturo, si incontra all'interno della cattedrale di Gervasio e Protasio, nella grande tavola del terzo altare di sinistra, Madonna in gloria tra i Santi. Li accanto c'e un'altra sua magnifica opera. il Battesimo di Gesù. Aggirandosi per le strade ampie e gll edifici nobiliari del centro storico, colpisce il colore rosa degli edifici. Numerosi i tesori dell'architettura e dell'arte, come ad esempio il sontuoso Palazzo Della Corgna. Edificato a metà del Cinquecento, presenta pregevoli affreschi a tema sacro e profano del Pomarancio. Il Perugino, invece, si ammira ancora nella Chiesa di Santa Maria dei Servi, dove si trova la Deposizione della Croce. In Piazza del Plebiscito si può vedere la casa natale del Perugino.

Dopo aver visitato la Rocca si esce da Citta della Pieve per raggiungere Paciano, posto tra piccoli vigneti, olive e coltivi a diretto contano con i boschi del monte Petravella. Il più piccolo comune dell'Umbria e tuno rar chiuso nelle mura medievali. Si entra in centro attraverso Porta Fiorentina. L'impianto urbano duecentesco presenta una pianta a ventaglio con trestrade parallele collegate da vicoli strettissimi. Nel cuore del centro storico presso la Confraternita del Santissimo Sacramento si trova una pregevole raccolta d'arte. La Rocca, del XIV secolo già residenza di villeggiatura del cardinal Cennini, e divenuta un'affascinante locanda d'atmosfera. Del complesso fa parte un antico mulino per la frangitura delle olive Da Porta Perugina si imbocca via della Torre che, con continui belvedere sul lago, taglia i fianchi delle colline e conduce a Panicale, dove spicca la Torre del Palazzo del Podestà. Le tre piazze sovrapposte. Piazza Masolino Piazza San Michele e Piazza Umberto 1, sono la caratteristica di questo borgo murato. Il Perugino ha lasciato i questo prezioso balcone avvitato sul lago un'altra delle sue opere, il Martirio di San Sebastiano. Raggiunta l'acropoli dove si affaccia il quattrocentesco Palazzo del Podestà, si scende per i vicoli stretti, in uno dei quali vi e l'entrata di un grazioso teatro  del XVIII secolo. Si esce da Piazza Regina Margherita e si incontra la Chiesa del Rosario. Scorrazzando tra ginestre, roverelle e chiesine di campagna si scende nel fondovalle del torrente Nestore. sull'antica via Pievaiola. arteria medievale  realizzata dai perugini nel 1296. Da qui si raggiunge Piegaro, comune di origine antichissima e da questo splendido paese si prosegue lungo una strada secondaria per raggiungere Ponibbiale e poi, per una ripida sterrata, la cima di monte Arale, in un tripudio di lecci, roveri, castagni e pini. Si prosegue, in una vera immersione nella natura toccando Pratalenza, Casa Martino e Greppolischieto. L'aspetto è proprio quello delle antiche vie medievali. Siamo sul confine con I'Orvietano, in vista del vulcano spento del Peglia e del castello di Montegiove. Rasentando l'insediamento preistorico del castelli eredi Fallera, si va verso Castiglion Fosco, piccolo borgo dominato da una bella torre cilindrica del XV secolo. Dopo Colle Baldo, si prosegue verso Pietrafitta,  incontrando prima dell'abitato un facile guado e poi l'abbazia benedettina di Sette Fratelli. Siamo vicinissimi a Fontignano, l'antico ospitale per viandanti in cui il Perugino trascorse gli ultimi due anni della sua vita. La Chiesetta dell'Annunziata, con la facciata lineare e il campanile a vela, contiene la tomba dell'artista.

Colli, boschi e arte in ogni angolo

Da Pietrafitta ci si sposta verso Marsciano il cui centro storico si raggiunge superando un ponte sul Nestore. Le colline coltivate a tabacco e granturco, fanno da corona alla cerchia di mura duecentesca che scende lungo un poggio terminando con la tone di Porta Vecchia. In quella che viene chiamata la capitale del laterizio'. il rosso matton~ impera e connota gli edifici. Di fronte al Comune si trova l'antico castrum. Nel cuore del centro storico si trova la Chiesa di San Giovanni Battista. Nel campanile un raro orologio meccanico segna non solo le ore, le mezz'ore e quarti. ma anche i mesi, i giorni e le fasi lunari.

Si esce dalla cittadina e ci si sposta verso Deruta, ma prima di visitare la capitale della ceramica si sale al colle per la via di Castelleone. Vista da Ovest la città è inconfondibile, con tre torri che la sovrastano e il Toppo del Vallone e i  monti delle Cinque Cerque a fare da sfondo. Il paese storico è rimasto identico alla raffigurazione minuziosa che ne fa il Perugino nel suo affresco datato 1476 e conservato nella Pinacoteca comunale. Deruta vi appare ai piedi de i Santi Romano e Rocco con il Padre Eterno benedicente. Senza tralasciare le Chiese di San Francesco e Sant'Antonio Abate, il massimo di una visita a Deruta è il Museo Regionale della Ceramica dove è esposta, la summa della scienza dell'arte ceramica, dall'origine nel XII secolo fino ai giorni nostri.

Da Deruta si prosegue in direzione nord per giungere a Torgiano. L’importante castello, fondato come presidio dal comune perugino nel XII secolo, è al centro di una fortunata area collinare densamente coltivata a vite. Terra da vino fin dall'epoca degli Etruschi, Torgiano, dentro le mura castellane ospita l'interessante Museo del vino. Non si può lasciare Torgiano senza aver visto la Parrocchiale di San Bartolomeo, rifacimento settecentesco di una precedente pieve, e la Chiesa di Santa Maria del Castello, nella quale a Ferragosto avveniva la benedizione del basilico. La sottostante confluenza del Chiascio nel Tevere è un'area naturalistica di grande bellezza che presenta una ricca vegetazione ripariale con pioppi, salici, acacie e roverelle. Lungo il fiume si trovano ancora numerosi antichi mulini. Da  Torgiano ci si dirige verso Bettona, antico borgo castellano. Fra querce. olivi argentati e tigli a lato della strada ci si imbatte subito in una necropoli etrusca del II secolo a.c. Rara testa di ponte della penetrazione etrusca alla sinistra del Tevere. La città conserva il perimetro originario dell'antica Vettona. Bettona e una delle tappe più significative della vita delle opere del Perugino, e alla Pinacoteca comunale si può ammirare una Madonna della Misericordia e Santi e un Sant'Antonio da Padova. Cuore della bella cittadina di forma ovale sono le Piazze Covour e Garibaldi, dove si affacciano la collegiata di Santa Maria Maggiore, l'oratorio e la Chiesa di Sant'Andrea, e la bella Chiesa di San Crispolto. A questo punto si esce da Bettona in direzione di Assisi, con il Subasio che domina la patria francescana. L'intera campagna e punteggiata da monasteri e piccole badie. Superata una galleria di verde si arriva nella pianeggiante valle del Topino, proprio di fronte a Santa Maria degli Angeli. In corrispondenza del bivio per Collemancio, borgo murato perfettamente conservato in posizione isolata e panoramica, si svolta per raggiungere Cannara. L'insediamento di valle fu fondato dagli abitanti dell'antico Municipium romano di Hurvinum Hortense.
Già dal nome che richiama le canne palustri s'intuisce la secolare lotta dell'uomo per bonificare questa fertile pianura tra Assisi e Spello. Interessante l'impianto urbano visitabile entrando dal ponte sul fiume Topino. Oltre ad una bella torre cilindrica del XIV secolo, sonò da vedere la Chiesa di San Giovanni Battista. La Chiesa di San Francesco ed infine la Chiesa della Buona Morte, nella quale, secondo la tradizione, San Francesco d'Assisi avrebbe fondato il Terz'Ordine. Oramai siamo vicinissimi ad Assisi e il nostro itinerario non può non prendere in considerazione la Basilica di Santa Maria degli Angeli. Qui si trova solo parzialmente conservata una bellissima Crocifissione, realizzata ad affresco dal Perugino, nel 1486.

 
Gallery "Sulle tracce del Perugino"
 
 
 
Altri itinerari >>
|     HOME     |     ITINERARI     |     EVENTI     |     DOVE MANGIARE     |     DOVE DORMIRE     |
Provincia di Perugia Provincia di Perugia